lunedì 6 settembre 2010

Post rubato.

Una metafora agghiacciante da quanto sofisticatamente si avvicina ad alcune mie idee, a pensieri che accosto a determinate categorie di persone.
Bingo, Ninna hai fatto centro.

"Ecco, oltre quella collina, se guardi ad est, potrai vedere il Regno del Nulla.
Potrai passarci a fianco se lo vuoi, la via è quella, ma non ti dovrai mai fermare. E non pensare nemmeno di entrarci, perché una volta passate le alte mura di pietra nera non potrai più uscire.
Non ci sono sbarre alle finestre, non ci sono catene o manette eppure quel regno non è altro che una grande prigione.
L’aria dentro le mura è grigia e maleodorante e le folate che sentirai non saranno fatte di vento ma di emozioni rubate.
Se tu provassi ad inseguire anche una sola di quelle emozioni ti ritroveresti nel grande Palazzo del Vuoto, dimora della Regina del Nulla.
La Regina del Nulla non è bella, non è brutta, non è buona ma nemmeno cattiva. Non è alta, non è bassa, non è magra e non è obesa. Più semplicemente non è e non essendo, per restare in vita, deve rubare le emozioni degli altri. Tutto il giorno, sul suo trono fatto di niente, la Regina raccoglie i bisbigli di tutti, senza mai fermarsi. Per ogni parola che entra nelle sue orecchie si forma un macigno nella sua bocca, un macigno nero, pesante, appuntito. La Regina li lascia rotolare uno ad uno lungo la sua lingua di serpe che le arriva fino ai piedi. I sudditi aspettano nella sala i macigni generati dalle proprie parole, parole ormai trasformate in qualcosa di osceno, di disgustoso, di meschino. Se li caricano sulla schiena quei macigni facendosi schiacciare dal peso delle emozioni che hanno vissuto. Osserveresti quei poveri sudditi lasciare il palazzo in fila, sofferenti, sotto gli occhi di una Regina che guarda ma che non vede. E vedresti donne in lacrime per il dolore e uomini che provano a non farsi ferire dalla pietra che portano sulla loro schiena mentre lei scambierebbe tutti per degli oggetti, per delle marionette da usare a suo piacimento. E infatti quando la Regina del Nulla si annoia ordina ai suoi sudditi di ballare, di scontrarsi, di amarsi, di litigare e di urlare fino a quando non si consumano sotto il peso dei macigni, fino a quando non resta più niente di loro.
Ma c’è una cosa di quel mondo che sfugge al controllo della Regina del Nulla.
Lei non li vede i macigni e non sa che una volta rimasti soli questi decidono di unirsi alle pietre delle mura che ogni giorno diventano sempre più alte.
La Regina del Nulla, sul trono fatto di niente, non riesce proprio a capire che prima o poi le mura le crolleranno addosso e che soffocherà da sola nella sua prigione, sotto tutto il peso che per anni ha inflitto agli altri."

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